Le schede di memoria, e gli attacchi di panico da perdita dati

E’ da quando il digitale è entrato nel mondo dei fotografi professionisti che si pone il dubbio su quale sia la miglior gestione dei supporti di memoria per ridurre al minimo le possibilità di perdita dati.

Se si vuol parlare di affidabilità dovete metter via le teorie, e le ipotesi e lasciar spazio alla statistica. Non ci sono alternative.
Vanno considerati due fattori separatamente.

DOMANDONA DA FORUM DELLA RUZZOLA 1: dal punto di vista di affidabilità, meglio lavorare su 4 schede da 8GB, o 1 scheda da 32GB?

Vi faccio una domanda storica: vi sentite più al sicuro su un aereoplano monomotore o su un quadrimotore?
D’istinto viene da dire: su un quadrimotore!
Ma se vi dicessi che il quadrimotore non riesce a volare con tre soli motori funzionanti? …ci avete mai pensato?

DDN - B-17 incidente

La questione è: se perdete i file su una delle 4 schede, potete dire salvo il vostro lavoro?
Io posso assicurarvi una cosa (matematica): lavorare 4 schede quadruplica la probabilità di incorrere in un guasto rispetto a lavorare con una! Oltre a quadruplicare l’invecchiamento dei contatti sullo slot della flash nella fotocamera.

Eh si, è più sicuro un aereo con un solo motore piuttosto che un quadrimotore. 🙂

In più il fattore umano: con una scheda la gestione è banale: inserisci il giorno prima, sfili a fine servizio.. stop. Con 4 schede devi essere ben organizzato sulla sequenza (errore umano), saper prevedere quando è il caso di sostituirla prima che vi lasci a piedi con un “full” (errore umano), essere sempre in condizione di conservarle e sostituirle in condizioni di non pericolo (errore umano), essere ben organizzati per scaricarle sempre tutte (errore umano)

DOMANDONA DA FORUM DELLA RUZZOLA 2: lavorare con il backup in macchina (doppio slot, due schede montate, macchina fotografica che esegue in automatico il salvataggio su entrambe di tutte le foto) aumenta l’affidabilità della memorizzazione?

copy button

Riprendendo la prima risposta estremamente tecnica a questa discussione, il carico di possibilità di guasto di una scheda può essere imputata alla rottura della scheda stessa solo in caso di
– difetto di produzione (la scheda manifesterà quasi sicuramente problemi ad un primo test, sicuramente entro la prima dozzina di utilizzi)
– guasto del controller a bordo (l’elettronica di controllo ha componenti che potrebbero funzionare 100 anni almeno, basta stare attenti a non “ucciderli”: cadute, sovra o sotto temperature (anche solo lasciarle al sole o nello zaino in mezzo alla neve..), azioni meccaniche, scariche elettrostatiche).
Tutto il resto dipende dal sistema che ruota intorno alla scheda di memoria:
– cicli vita della flash: dopo 10 anni di scrivi/riscrivi è fisiologico che la struttura di memorizzazione flash perda affidabilità. Basta rinnovare le schede ciclicamente.
– affidabilità dell’elettronica di scrittura (la circuiteria sulla fotocamera deve essere oltre che affidabile di per sé, anche ben tenuta: niente contatti consumati, umidità, polveri, agenti chimici, cadute, ecc)
– affidabilità del software di scrittura (firmware del driver della fotocamera)
– affidabilità dell’elettronica di lettura (lettore schede)
– affidabilità del sistema di connessione al lettore schede (driver USB del lettore, cavetto USB, scheda usb, connessioni interne, ecc)
– affidabilità del software di lettura (sistema operativo PC)
– affidabilità della memorizzazione finale (HD esterno, interno, rete, ecc)

E’ evidente che andando a memorizzare i dati su due schede:
– si ha un vantaggio sui difetti propri della scheda di memoria (produzione flash e guasto elettronica interna) dimezzandone le probabilità di fallimento
– non si intacca in nessun modo la probabilità di errori durante la fase di scaricamento dati (lettore -> PC -> archivio)
– si peggiorano le condizioni di lavoro in fase di scrittura raddoppiando le probabilità di file corrotti per errori di scrittura (essendo raddoppiate le scritture)

Dopo di ché sorge un problema non banale: poniamo che su una scheda ho un file corrotto, e su l’altra ho la copia intatta. Riesce l’operatore ad accorgersi del file corrotto prima che la copia di sicurezza venga cancellata?
A questo aggiungerei che si complica in modo significativo la gestione delle schede di memoria (rischio di errore umano) che è a parer mio la più pericolosa in condizioni di pressione sul lavoro (vuoi che su 100 servizi non capiti 1 errore? Siamo già almeno 1000 volte oltre la possibilità di guasto della scheda).

Tutto sommato quindi direi che statisticamente per trarre un vantaggio statistico dall’utilizzo del backup-oncamera è necessario che il processo di scrittura sia almeno più affidabile della probabilità di guasto della scheda, il ché (pensando alla complessità del dispositivo scheda, e della gestione dati e dispositivo di scrittura) mi pare poco… probabile. Solo a questo punto possiamo cominciare a dire: quanto è lucido ed affidabile l’operatore da non confondere MAI le schede e accorgersi SEMPRE di eventuali file corrotti da recuperare nel backup prima che venga cancellato?

Morale della favola

Esiste una possibilità di errore, un fattore di rischio di non portare a casa integri i dati. Il saperlo prevenire e affrontare è strategico per non subirlo: è matematico, arriverà quel momento.

Oggi esistono aziende che possono “paraculare” la sfiga andando a recuperare dati su schede distrutte, ma si potesse evitare sarebbe meglio.

L’avere un processo dei dati il più affidabile possibile è senz’altro fondamentale, ma non dimentichiamoci mai che è solo un tassello. Inutile spendere 100 per migliorare di 0,0001% l’affidabilità dei dati quando con quei soliti 100 si potrebbe aumentare del 10% la probabilità di fare in modo che quei dati siano utilizzabili (affinamento della tecnica, uso di attrezzature adeguate ed all’avanguardia, manutenzione dell’attrezzatura, frequentazione di corsi, esperienza, confronto).

Fatte le statistiche, comprovate le ipotesi, fatti i calcoli è da dire che su tutti prevale un altro fattore (umano): la tranquillità. Se uno deve lavorare con la strizza, tanto vale usare tutti i ritrovati per star tranquilli. D’altronde si sa che si vive meglio con una buona assicurazione sulla vita, seppur questa non né infici sulla durata 🙂

3 pensieri riguardo “Le schede di memoria, e gli attacchi di panico da perdita dati

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