Davide e Golia – nikon D750 vs D5

No, non è una recensione tecnica. E’ solo un approccio curioso, una serata a casa di Andrea a sorseggiare grappa e sparlare di tecnologia (Andrea era più per la grappa, io più per sparlare).

D’altronde un nuovo acquisto va sempre celebrato, e se è così importante e in anticipo sul mercato una provina va fatta!

Ecco com’è che ho provato la nikon D5, niente davvero di serio perché non ci sono cavalletti, luci controllate, mire ottiche. S’è sparato in qua e la qualche scatto, e messa a confronto con la D750.

Altissimi ISO

Beh, mi pareva il minimo. La macchina da 3 milioni di iso, la prima cosa che fai è vedere com’è il buio. ..bene… impostiamo gli iso.. … ..ma dov’è il pulsante?!?

Eccoci alle prime novità: nuova configurazione dei pulsanti. Il pulsante “iso” è sopra poco dietro il pulsante di scatto, al posto del pulsante “mode” che è finito sulla sinistra sopra la ghiera delle modalità di scatto. Effettivamente la nuova disposizione è più che logica, adesso con la destra si controlla totalmente (e senza bisogno della sinistra) l’esposizione, la sinistra interviene solo per i cambi di modalità di lavoro (esposimetro, scatto, ecc..).

Avevo già visto online dei file, e mi ero già fatto l’idea che 3M iso non fossero poi gran ché usabili. In effetti è così anche dal vivo.. rumore in ogni dove, lasciamo perdere.

Tornando a numeri con meno zeri si rivedono colori e dettagli, 100k iso li tiene strabene.

Ok, ma è meglio delle vecchie? Quanto?

Beh, è meglio di circa “uno”.. che vuol dire? Vuol dire che la D750 nelle stesse condizioni sembrerebbe 1 stop in dietro rispetto alla D5.

Ecco chili di iso sulla tastiera di Andrea: (A.A.A.A.: ho infranto tutte le leggi possibili immaginabili. Scatti a mano libera, punto di messa a fuoco circa a caso con ottiche non tarate.. insomma un macello, ma mica posso far concorrenza a dxomark che ancora non ha pubblicato i test!!)

(ho esportato i file senza ritagli, a piena risoluzione, con il bilanciamento del bianco uguale per tutti, e il resto dei controlli di LR a zero.. sono pesantissimi! Se non avete la fibra andate più in giù..)

Per non stare a scaricare le foto intere vi ho ritagliato io un paio di particolari che mi sembrano i significativi: le ombre e i dettagli.

Gamma dinamica

A dispetto dei “gurù” che hanno la verità in tasca, questo è un parametro molto molto difficile da valutare. A far le cose serie si dovrebbe andare a leggere i numeri salvati nei file RAW, ma noi comuni mortali (tra una grappa e una raffica) ci si prova con il classico sovraesponi e recupera, e sottoesponi e recupera.

Per quel poco che ho visto la D5 perde un po’ di dettaglio nelle alte luci rispetto alla D750.

Si vede dagli istogrammi, e dai mattoncini bianchi sulla sinistra che sulla D5 si perdono. Le ombre mi sembrano uguali.

Stiamo parlando di scatti a 100 iso, sicuramente aumentando la sensibilità la D5 svernicia il vecchio sensore della D750, e comunque è bene aspettare le misure di dxomark.

Autofocus

  • -4EV
  • 99 punti a croce (di cui 15 con la massima sensibilità)

Sono i numeri che più saltano agli occhi del nuovo Multi-CAM20K. Finalmente, pensi, su una professionale qualcosa di migliore del Multi-CAM 3500FX II della D750 (che fa -3EV).

Ma quello che rende strabiliante questa fotocamera (secondo me, chiaro) è il nuovo algoritmo. La velocità con cui aggancia il soggetto è pazzesca.

La differenza è quella che passa tra DZZZZZ-Z-Z-Z-Z della D750, al DZZZZZ della D5. La velocità del motore AF dell’ottica non cambia naturalmente, ma la D5 va a colpo sicuro e a tutta velocità ad agganciare il soggetto, mentre la D750 (come tutte le sue contemporanee ed i predecessori) arriva ad agganciare “quasi” il soggetto, e poi si accosta per approssimazioni successive. Il divario in termini di velocità di aggancio è enorme!

La conferma viene dall’inseguimento in AF-C (con o senza raffica): non molla mai la presa, non c’è versi. Mentre la D750 naviga a vista cercando di recuperare gli spostamenti del soggetto la D5 c’è sempre perfettamente sopra.

Tutto questo in condizioni di luce ambiente come può essere l’accogliente salotto di Andrea di notte con illuminazione a led “antihato” (che c’entra? Niente, ma in casa di un fotografo una buna luce è essenziale 🙂 ). Se si fosse sotto il sole a picco sicuramente il divario sarebbe minore, ma a me non capita mai di essere in condizioni di luce così forti..

[avevo le foto anche delle raffiche con Andrea in movimento, ma rischio la denuncia 😀 ]

[edit] Ho visto scatti in AF-C in pieno controluce perfettamente a fuoco, veramente tanta tanta roba.

Già lo sapevamo

Conoscendo le ammiraglie, tutto quello che riguarda il corpo macchina è ben conosciuto. Specchio che riduce al minimo l’oscuramento del mirino, buffer esagerato, c’è la buona novità del doppio slot gemello (quindi si possono mettere sempre schede identiche di qua e di là senza stare ad impazzire sulle prestazioni di XQD e CF), mille pippoli e pulsantini, robustezza da carro armato.

Quando scatta si sente.. circa come sulla D4, niente scatto che si possa chiamare “silenzioso”, neanche un po’.

C’è il touchscreen attivo sul play delle foto (..bah..), e un joystick in più per fare non so cosa.

[edit] provata in campo tanti rimangono estasiati dalle performance dell’esposimetro che “legge nel pensiero”. Io su questo punto sono meno entusiasta, nel senso che l’esposimetro è uno strumento di misura: va conosciuto bene come lavora, e dovrebbe essere l’utente che “legge nel pensiero” all’esposimetro e si muove di conseguenza.. se siamo in troppi a “pensare” è un casino.

Manca

Non ho trovato, ma già lo sapevo, nessuna grossa innovazione tecnologica.

Non c’è sensore retroilluminato, c’è ancora il filtro anti aliasing, non ci sono i sensori di fase sul sensorone, il mirino è il solito di sempre (anzi, il solito delle ammiraglie digitali.. il mirino della F2 non s’è rivisto :'( ), non c’è il sensore multistrato.

E’ una evoluzione notevole della solita reflex digitale come la conosciamo da diversi anni.

Su questo punto sono un po’ polemico, anzi “polemicone” come dice Andrea: ci sono meccanismi fastidiosi, giochi di monopolio, che tengono tutto fermo a come “era”. Ci sono le mirrorless che bussano alla porta, a cui le reflex potrebbero far mangiare la polvere, ma nessuno si muove.

Più informazioni sul display (almeno un instagrammino sovrapposto all’immagine ottica ci starebbe), errori di messa a fuoco azzerati (che gli ci vorrebbe a farlo in automatico?? Messa a fuoco con Lv, messa a fuoco con sensore AF, calcolino e via..), e le mirrorless tornano nell’oblio da cui sono venute.

Mah!

[edit] non debitamente pubblicizzato ma c’è: l’autocalibrazione delle ottiche http://petapixel.com/2016/04/22/bye-bye-backfocus-see-nikons-auto-af-fine-tune-works/ Finalmente! [/edit]

Fine serata

Grappa buona. D5 capolavoro di reflex, anche se “soltanto” un enorme passo avanti. Prevedibile, senza grosse innovazioni, ma piena zeppa di ottimizzazioni.

85mm f1.4G fantastico, ma sudicio come la bottiglia di un brunello del 2002.. ma questa è un’altra storia 🙂

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.